trasporto-pubblico-258x258Il Governo ha 6 mesi di tempo, dall’entrata in vigore della legge, per modificare, con  uno o più decreti legislativi, le disposizioni vigenti  in materia di “servizi di persone effettuati con autobus”.  Questa una delle novità contenute del disegno di legge che il  Consiglio dei Ministri ha approvato il  30 ottobre.

Il provvedimento intende rafforzare la competitività del settore e l’apertura al mercato e completare il quadro normativo sulla tutela della concorrenza  intervenendo sul decreto legislativo 218/2005 che ha liberalizzato  le autolinee interregionali  e noleggio di autobus con conducente.

I principi ai quali devono essere informati i decreti legislativi sono i seguenti :aggiornamento e adeguamento della normativa dei servizi interregionali di competenza statale e dell’attività di autonoleggio con conducente ai principi della concorrenza e tutela ambientale; semplificazione e snellimento dei procedimenti autorizzativi e revisione del sistema sanzonatorio .

Testo comunicato Testo disegno di legge non ufficiale

trasporto-pubblicoDal 20  ottobre è  in vigore d.l. 18/10/2012, n. 179, “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”.

Per il Governo Monti un’altra occasione di intervento in tema di concorrenza nei servizi pubblici locali, per altri solo un accanimento normativo di cui si poteva fare a meno.

Fra le misure urgenti, previste all’art. 34 per il Trasporto pubblico locale, ritroviamo infatti l’obbligo in capo all’ente affidante  di una relazione che deve essere pubblicata sul sito internet dello stesso ente, con cui si dà conto della forma affidamento prescelta e degli obblighi di servizio pubblico e servizio universale individuati.

Per la relazione, questa volta, a differenza di altre previsioni normative, è stato dato più tempo agli enti affidanti con un distinguo: per gli affidamenti in essere, la pubblicazione è prevista entro il 31/12/2013 , per gli affidamenti senza termine, oltre alla relazione entro la stessa data, è previsto, anche , l’obbligo di inserire nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto un termine di scadenza dell'affidamento, pena la cessazione dell'affidamento medesimo alla data del 31 dicembre 2013.

Inoltre, sempre in tema di cessazione degli affidamenti, per le  società a partecipazione pubblica già quotate in borsa alla data del 1 ottobre 2003 e a quelle da esse controllate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile, viene precisato che gli affidamenti diretti assentiti alla data del 1° ottobre 2003 cessano alla scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto; gli affidamenti che non prevedono una data di scadenza cessano, improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante, il 31 dicembre 2020.

Infine, un richiamo agli ambiti o bacini territoriali ottimali di cui al sopravvissuto art. 3.bis del dl 13/2011: per il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica le procedure sono effettuate unicamente dagli enti di governo istituiti o designati ai sensi del medesimo articolo per ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei.

Per il TPL, quindi, ancora una volta  norme e termini da rispettare, (se pur con il lodevole obbiettivo di assicurare la concorrenza al settore), disposte con un decreto legge, peraltro, suscettibile  di modifica in sede di conversione.

A questo punto, però, è doveroso chiedersi se, ai fini del conseguimento delle auspicate economie di scala e delle differenziazioni di scelte trasportistiche idonee a massimizzare l’efficienza del servizio, la frequenza con cui si interviene normativamente e in modo frammentario e disorganico  sui fondamentali dell’organizzazione del tpl consente davvero una serena e approfondita  riflessione sulle anomalie dell’attuale assetto del settore?

O forse sarebbe più utile verificare le cause della non applicazione delle norme vigenti vedi individuazione di ambiti o bacini territoriali ottimali, nomina del collegio dell’autorità per la regolazione dei trasporti, ecc…  ?

Si stima che, , la dotazione del fondo per il tpl compreso il  ferroviario, istituito con il dl di stabilità, sarà di circa 4.929 milioni di euro a decorrere da 2013 con un incremento di risorse di 465 milioni per il 2013,di 443 milioni per il 2014 e di507 milioni a partire dal 2015

Il Governo sembra aver fatto finalmente chiarezza su uno degli elementi di criticità  del sistema che finora avevano di fatto impedito qualsiasi riforma del settore: la certezza delle risorse. Dal 2013 sarà quindi possibile programmare i servizi con una prospettiva di finanziamenti certi tale da poter rinnovare i contratti di servizio.

La proposta non sembra aver avuto grande successo presso le regioni, ma per valutare gli effetti aspettiamo qualche settimana.

Per ora solo alcune sottolineature sulle condizioni e i tempi  per l’ accesso ai finanziamenti.

Entro il 31 gennaio dovrà essere emanato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri contenente i criteri per la ripartizione e il trasferimento alle Regioni delle risorse

Entro il mese di marzo le Regioni devono riprogrammare i servizi e rimodulare quelli a domanda debole.

Entro luglio le regioni devono sostituire le modalità di trasporto  i cui ricavi non coprono almeno il 65% dei costi con altre che possono avere tale risultato.

I  contratti di servizio in essere devono essere aggiornati sulla base dei risultati ottenuti con la riprogrammazione dei servizi.

Inoltre, il saldo dell’anticipazione del 60% è subordinato al raggiungimento dell’equilibrio economico delle gestioni, mentre, per le ipotesi di squilibrio economico, si rinvia a un decreto del Presidente del Consiglio riguardante le modalità di riprogrammazione dei servizi (con la nomina anche di commissari ad acta) e la decadenza dei direttori generali degli enti e società che gestiscono i servizi.

Alla luce di quanto sopra ci poniamo una prima domanda : i termini fissati saranno sufficienti a portare a termine tutta la procedura prevista? o anche queste norme rimarranno nella storia del settore come l’ennesimo tentativo di riforma del sistema?

Ancora una  volta, infatti, siamo in presenza  di disposizioni che, al di là dei contenuti, che pure andrebbero affinati, prevedono termini molto “stretti” e che difficilmente potranno essere rispettati.

Basti pensare ai recenti fallimenti delle norme per l’affidamento di servizi, a quelle per individuazione di nuovi bacini di traffico ecc., per valutare  la complessità dei processi di riorganizzazione che il disegno di legge di stabilità detta e le difficoltà per il coordinamento dei soggetti coinvolti (oltre alle regioni, gli enti affidanti, le aziende di tpl e l’Osservatorio dei Trasporti, operante presso il Ministero dei Trasporti al quale è demandato il compito di monitoraggio sui costi e sulle modalità complessive di erogazione del servizio in ciascuna regione)

L’attesa della nomina, promessa il 1 ottobre dal sottosegretario Improta a Mercintreno, da giovedì si è trasformata in giallo. E’ morta? Chi l’ha uccisa? E' sopravissuta e in quale condizioni?

Questi gli interrogativi all’indomani dell’ultimo Consiglio dei Ministri.

Circolano varie ipotesi, fra cui quella del suo sabotaggio da parte di chi l’Autorità proprio non la vuole - andrebbe a pascolare nei  prati finora di esclusivo dominio di …

Certo il rinvio, se di rinvio si tratta,  è l’ulteriore  conferma di un fare tutto italiano. Si lanciano nel gioco delle competenze nuove carte, dando la possibilità ai giocatori di rilanciare, con il rischio di perdere la partita e quando si perde è ancora una volta il sistema a pagare.

Nell’ultima segnalazione al Parlamento, del 2 ottobre, l’Antitrust si limita a evidenziare la non compiuta liberalizzazione del settore  dovuta all’incertezza normativa e alla frammentazione delle competenze fra i diversi livelli di governo locale e invoca la presenza dell’Autority  per passare ad una regolazione pro concorrenziale del settore.

Ma ci chiediamo: la liberalizzazione è il solo male che affligge il tpl? o sarebbe necessario un rilancio “etico” del settore, parafrasando quanto Napolitano ha detto ad Assisi a proposito dell’ Italia?

Nel frattempo

i sindacati, dopo lo sciopero di martedì, minacciano un nuovo sciopero del tpl per il 16 novembre e questa volta di 24 ore per il rinnovo del  contratto del lavoro fermo al 2007.

Le Regioni continuano a chiedere al governo le risorse concordate per il 2012

le aziende minacciano di fallire

e i cittadini … rischiano di rimanere a piedi

Qualcuno vede nelle ripetute sortite del Governo sulla liberalizzazione del tpl un vero e proprio accanimento normativo.

Vero è che sono stati ben 11 i provvedimenti normativi (più il regolamento per la concorrenza e il patto per  l'efficentamento del tpl) che, in meno di un anno, si sono riversati su un sistema già di per sè complesso con il solo effetto di tenere il settore in costante stato di stress

Le ultime modifiche contenute nel dl Sviluppo del 15 giugno scorso intervengono ulteriormente sugli artt. 3 bis e 4 del dl 138/2011,che, come è noto, disciplinano la riforma dell'attuale sistema organizzativo del tpl introducendo, per i servizi, la concorrenza nel mercato.

Secondo alcune delle modifiche apportate, le Regioni, per organizzare lo svolgimento dei servizi di tpl, devono definire il perimetro degli ambiti territoriali (e non più  gli ambiti territoriali) e istituire gli enti di governo degli stessi entro il prossimo trenta giugno.

Nel caso di attribuzione diritti di esclusiva, gli enti territoriali, con popolazione superiore a 10.000 abitanti e solo nella ipotesi che il valore economico del servizio pari o superiore a 200.000 euro l'anno devono trasmettere per un parere la bozza di delibera all'Antitrust che può pronunciarsi entro sessanta giorni per il parere obbligatorio

Il nuovo intervento normativo sembra essere la risposta alle molte osservazioni che erano state fatte dalle Regioni e dall'Anci e, con ogni probabilità, intende voler dare respiro agli enti rispetto alla complessità delle scelte che devono essere assunte nei prossimi mesi.

La verifica della realizzabilità di una gestione concorrenziale dei servizi pubblici locali e l'attribuzione dei diritti di esclusiva si prospetta, infatti, quanto mai complessa e richiede tempi più lunghi di quelli previsti anche per la mancata emanazione (entro il 31 marzo 2012) del regolamento contenente i criteri per la verifica di cui sopra.

Saranno le ultime?

Sarebbe auspicabile se si vuole davvero il rilancio del TPL .

Lo stato di perenne incertezza delle norme non fa bene al sistema e alla lunga finisce con determinare una condizione di scarsa credibilità delle stesse a vantaggio di chi non vuole cambiare le regole del gioco.