Il 19 marzo 2014 è stato programmato lo sciopero di 24 ore precedentemente indetto il 5 febbraio e poi sospeso a causa del maltempo. comunicato-sciopero-5-febbraio-2014-sito-del-31-gennaio-2014
L'autorità dei Trasporti dà l'avvio all’attività con due indagini: sul trasporto ferroviario (alta velocità, tariffe d'accesso alla rete ed il suo utilizzo e trasporto ferroviario locale) e sul trasporto pubblico locale.

L’autorità dei Trasporti è operativa. L’annuncio del Ministro Lupi di questi giorni, l’incontro di ieri del Presidente Camanzi con il sottosegretario d’Angelis e l’anticipazione sull’avvio delle indagini sul ferroviario segnano quindi la partenza delle attività di un organismo che avrà la sede a Torino ma anche un piede a terre a Roma.

Le aspettative del settore per i risultati dell’intervento dell’Autorità sono probabilmente superiori a quello che sono, poi, i compiti effettivi dell’Autorità alcuni dei quali da condividere con l’Antitrust e con l’Autorità per la vigilanza dei contratti pubblici.

Per il TPL svolgerà le funzioni di organismo di regolazione per l’accesso all’infrastruttura ferroviaria, dovrà stabilire le condizioni minime della qualità dei servizi finanziati con contributi pubblici e definire gli schemi dei bandi di gara e delle gare per l’assegnazione dei servizi di trasporto in esclusiva, verificando che, nelle procedure competitive per il trasporto ferroviario, non ci siano condizioni discriminatorie con particolare riferimento al materiale rotabile.

Certo, la Corte Costituzionale, nel rigettare i ricorsi della Regione Veneto, ha ridotto i potenziali elementi di conflittualità fra le diverse competenze comprese quelle regionali facilitando in qualche modo gli interventi dell’Autorità. Permane, tuttavia, la forte esigenza di individuare forme strutturate di coordinamento con i diversi soggetti istituzionali che, a vario titolo, si occupano degli stessi problemi, si pensi, ad esempio, all’individuazione dei parametri di qualità dei servizi i cui risultati vanno a incidere sulla determinazione dei costi standard su cui è in corso un tavolo di lavoro.

Il 2014 inizia quindi con qualche certezza in più ma i nodi da sciogliere sono tanti, primo fra tutti quello delle regole e quantità delle risorse da destinare a servizi e investimenti.

Entro gennaio il settore avrà un nuovo decreto legge che dovrebbe fare chiarezza sugli aspetti più controversi del fondo per il TPL ma dovrà essere risolta la questione della determinazione dei costi standard che si preannuncia piuttosto difficile per la difesa ad oltranza delle quote storiche del finanziamento e delle condizioni per la messa a gara delle gestioni.

Dicembre, come sappiamo, è il mese dei buoni propositi e delle promesse.

In genere, alla fine dell’anno, dopo stressanti tentativi di accordi istituzionali e non, qualcosa si porta a casa.

Al momento i tavoli aperti sono più di uno, cabina di regia per il tpl, tavolo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, tavolo sui costi standard.

Intanto lo sciopero del 16 dicembre ha prodotto un primo risultato. Domani il governo, secondo le dichiarazioni del sottosegretario De Angelis, riportate dall’Asca, presenterà ai sindacati il quadro ”complessivo del lavoro in corso''.

Il sottosegretario, nella stessa comunicazione, ha anche sintetizzato le iniziative assunte per portare fuori dall’emergenza il tpl facendo riferimento in particolare ai finanziamenti previsti nella legge di stabilità e alla definizione di “linee di riforma per una politica industriale centrata sul recupero dell'efficienza e dell'evasione tariffaria per circa 500 milioni l'anno, aggregazioni aziendali e gare ad evidenza pubblica da non confondere con le privatizzazioni, ma con la fine dell'anomalia italiana senza regole che vede nello stesso ente locale sia il controllore che il controllato. Le gare avranno come base i costi standard che stanno per essere definiti per la prima volta”.

Quindi, se i termini hanno ancora un significato, sotto l’albero di Natale, dovremmo trovare, per il 2014, oltre i già noti 300 milioni di euro per il rinnovo del materiale rotabile (è stata accolta la richiesta delle regioni per uno stanziamento in forma aggregata ferro-gomma rispetto alla prima versione della legge di stabilità che invece ne aveva destinati 100 alla gomma e 200 al ferro) anche un provvedimento normativo che dovrebbe mettere la parola fine su alcuni problemi applicativi delle regole in vigore per il settore.

Dalle indiscrezioni che circolano in questi giorni, dovrebbe essere emanato a breve un decreto legge che interviene sull’art. 16-bis, legge n. 135/12(Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato), per sanare l’attuale inadeguatezza dell’accisa sulla benzina a finanziare un servizio come il TPL, per dare certezza delle risorse disponibili e per individuare un criterio del rapporto ricavi/costi più adeguato alla situazione reale .

Dovrebbe essere anche prevista l’esclusione delle risorse destinate al TPL dai vincoli derivanti dal patto di stabilità interno, l’istituzione di un Fondo nazionale per la manutenzione straordinaria delle ferrovie regionali e la detraibilità delle spese per abbonamenti di trasporto pubblico locale.

Inoltre, per assicurare l’effettiva liberalizzazione del settore, dovrebbe anche essere risolto, per le gare del tpl su ferro, il problema della disponibilità del materiale rotabile e delle relative pertinenze (depositi e officine).

Vogliamo chiudere queste brevi considerazioni con una nota di ottimismo e vogliamo pensare che, finalmente, Babbo Natale porterà al TPL, tutte quelle certezze che da anni si chiedono in tema di risorse e regole.

a.s.

Due sono stati due gli avvenimenti che in questi giorni hanno riproposto il tema del tpl: la Conferenza Unificata del 21 novembre, voluta dalle regioni e dedicata esclusivamente al trasporto pubblico e lo sciopero dei dipendenti dell’azienda di trasporto di Genova. Non ci vuole una grande memoria per ricordare che queste forme di “contestazione” latenti nel corso dell’anno esplodono in occasione delle leggi finanziarie/stabilità quando la verifica delle promesse non mantenute degli anni precedenti rende evidenti responsabilità programmatorie e gestionali.

In passato, tutto è finito puntualmente con l’apertura di un tavolo negoziale che si è concluso con un “accontentino” salvo poi ricominciare a discutere l’anno successivo su risorse, soluzioni e responsabilità.

Il 2013, il primo anno del Fondo per il tpl, che doveva segnare la svolta epocale per il tpl e dare certezza finanziaria al settore, fra rinvii e approfondimenti sulle effettive necessità finanziarie del settore, si conclude con un clamoroso gesto delle regioni che, a gran voce, chiedono l’intervento del governo su uno dei punti ritenuto più qualificante delle nuove norme ossia la certezza delle risorse .

Il coordinatore della commissione trasporti della Conferenza delle Regioni, Vetrella, in occasione della conferenza del 21 novembre, ha infatti ricordato che a fronte dei 4,9 miliardi di euro del fondo per il 2013 devono essere aggiunte risorse regionali per un totale di 6,4 miliardi per i contratti di servizio. “Ma sul 2014, ha detto, non c'è certezza perché secondo l'interpretazione che il governo fa della legge, ogni anno bisognerà verificare a quanto ammontano le risorse disponibili”. Con riferimento alla legge di stabilità ha poi aggiunto "i fondi per il ferro e la gomma sono quasi insignificanti. Per il 2014 ci sono 200 mln per il ferro e 100 mln di euro per il trasporto su gomma. Chiediamo, ha detto, che siano inseriti come 300 mln, la cui suddivisione andrà definita in base a un accordo in Conferenza delle Regioni".

Sul fronte sindacale, concluso lo sciopero di Genova rimane aperto r lo scontro a livello nazionale: le segreterie nazionali di Filt-Cgil Fit-Cisl Uiltrasporti Ugl Fna Faisa-Cisal annunciano per il prossimo 16 dicembre uno sciopero nazionale di 4 ore e chiedono il rinnovo del CCNL fermo al 2007. Lamentano in particolare la posizione delle associazioni datoriali Anav e Asstra e il mancato rispetto dell’impegno assunto dai Ministeri dei trasporti e del Lavoro a giugno scorso a riattivare il confronto sulle problematiche del settore e sulla vertenza contrattuale.

I fatti sopra ricordati hanno un elemento in comune: l’’incertezza e l’insufficienza delle risorse finalizzate a finanziare un modello gestionale del tpl che andrebbe rivisto in ogni suo passaggio.

I deficit dei bilanci delle aziende di trasporto non si risolvono solo con le mirabolanti teorie sulla privatizzazione ma andrebbero affrontanti verificando e applicando criteri condivisi di efficientamento dei costi di produzione e dell’offerta dei servizi.

Anche i mitici costi standard(quando saranno adottati) se non saranno adeguatamente sostenuti da misure collaterali di efficienza del sistema potrebbero essere un boomerang per l’offerta di servizi in aree a bassa densità abitativa.

Tuttavia, per migliorare la situazione basterebbe rispettate gli accordi sottoscritti. Va da se’ che le promesse non mantenute generano un clima di diffuso malessere che il TPL non si può permettere.