Secondo l’Anci, in assenza del previsto Decreto Interministeriale, continuano a sussistere punti di criticità in tema di ripartizione delle multe stradali. L’Anci, infatti, per l’annualità 2015, è intervenuta sul punto con una nota interpretativa, suggerendo in sostanza ai Comuni “di continuare, nelle more dell’emanazione del Decreto Interministeriale, nel lavoro di gestione separata tra le informazioni relative ai proventi delle sanzioni amministrative di cui all’art. 142 e quelli relativi alle altre violazioni”. Nella nota si osserva quanto segue: Nel fare riferimento al D.l. 16/2012 convertito in Legge n. 44/2012 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 aprile 2012, in materia di nuova destinazione delle sanzioni del codice della strada tra “enti proprietari” delle strade ed enti “accertatori” delle sanzioni rilevate con autovelox, al fine di garantire l’efficacia dell’attività di controllo finalizzata alla sicurezza stradale ed agevolare la predisposizione degli atti circa l’entrata in vigore di tali disposizioni, continuano a sussistere punti di criticità in attesa dell’attuazione dell’art. 25 comma 2 della legge 29 luglio 2010, n. 120 che prevede espressamente l’emanazione di un apposito Decreto Interministeriale. In linea con quanto già anticipato nelle precedenti note, che si allegano alla presente, e a cui si fa riferimento circa le disposizioni in questione e nelle more dell’emanazione del Decreto Interministeriale citato, non ritenendo abrogato il comma 3 dell’art. 25 della Legge n. 120/2010, l’applicabilità della norma è riferita solo dall’esercizio finanziario successivo a quello di emanazione del Decreto Interministeriale citato ed in ogni caso all’esercizio finanziario successivo a quello in corso. Ritenendo altresì esplicita la previsione contenuta all’art. 4-ter commi 15 e 16 del D.L. 16/2012 convertito in Legge n. 44/2012 e quindi riferita anche ai proventi dell’esercizio finanziario dell’anno 2015, ai fini della successiva trasmissione delle informazioni richieste si raccomanda – anche per l’anno in corso - di prestare la massima attenzione circa l’obbligo di destinazione dei proventi stessi secondo quanto previsto e di procedere, nelle more dell’emanazione del Decreto Interministeriale, a continuare nel lavoro di gestione separata tra le informazioni relative ai proventi delle sanzioni amministrative di cui all’art. 142 e quelli relativi alle altre violazioni. Infine, circa la trasmissione delle informazioni citate si ritiene che in mancanza del supporto informatico previsto ed in assenza di specifiche comunicazioni da parte dei Ministeri interessati, tale incombenza potrà non essere osservata.
Fra le novità introdotte dal disegno di legge delega al Governo, approvato il 9 ottobre dalla Camera e inviato al Senato, ha fatto soprattutto notizia la previsione della revoca a vita della patente e la possibile introduzione dell’omicidio stradale per chi provoca la morte o procura lesioni a una o più persone avendo un tasso alcolico superiore a 1,5 g/l o è sotto l’effetto di stupefacenti. In realtà il provvedimento, che nasce da una proposta di legge di iniziativa parlamentare e da un disegno di legge di iniziativa governativa, è molto complesso e contiene importanti principi e criteri che intervengono significativamente sul testo attuale anche con l’obbiettivo di semplificarlo. Si punta, infatti : - sullo sviluppo della mobilità sostenibile con :
  • misure di tutela dell'utenza vulnerabile, soprattutto nelle aree urbane, con prescrizioni comportamentali e relative sanzioni, regole di progettazione stradale e riduzione dei limiti di velocità;
  • obbligo di revisione da parte degli enti proprietari dei limiti di velocità delle strade extraurbane, finalizzati alle esigenze di sicurezza della circolazione;
  • pianificazione della viabilità per incentivare la mobilità ciclistica e pedonale;
  • incentivazione del trasporto pubblico e della sua interconnessione con altre modalità di trasporto;
  • promozione della sicurezza della circolazione di biciclette, ciclomotori e motoveicoli, con particolare attenzione ai ciclisti di età inferiore a 14 anni;
  • incentivazione della sicurezza dell'utenza vulnerabile favorendo l'accesso delle biciclette, dei ciclomotori e dei motocicli alle corsie riservate ai mezzi pubblici;
  • inserimento delle biciclette e dei veicoli a pedali adibiti al trasporto, pubblico e privato, di merci e di persone, nella classificazione dei veicoli;
  • individuazione di criteri e modalità per l'identificazione delle biciclette, attraverso l'apposizione facoltativa di un numero identificativo di telaio e annotazione dello stesso nel sistema informativo del Dipartimento per i trasporti del Ministero;
  • aggiornamento delle disposizioni sulla circolazione su autostrade e strade extraurbane principali consentendo l'accesso ai motocicli di cilindrata non inferiore a 120 cc. se guidati da maggiorenni;
-sull’aggiornamento della progettazione dello spazio stradale e della segnaletica attraverso:
  • riassetto della disciplina sulla classificazione delle strade;
  • limitazione della presenza a bordo carreggiata di ostacoli fissi artificiali (supporti della segnaletica commerciale e delle barriere di sicurezza);
  • linee di indirizzo per la progettazione e la costruzione di infrastrutture stradali e arredi urbani;
  • riduzione dell'uso della segnaletica stradale e aggiornamento della stessa secondo principi di semplificazione e organicità;
-sulla previsione di un unico strumento, per ciascun ente territoriale, di pianificazione della mobilità e di coordinamento tra gli strumenti di pianificazione dei diversi livelli istituzionali; -sul riordino dei compiti della polizia stradale, anche attraverso la specializzazione delle funzioni delle diverse forze, e potenziamento del ricorso ai servizi ausiliari di polizia stradale; -sul rafforzamento dei controlli sulle attività di revisione dei veicoli e di consulenza automobilistica nonché introduzione di disposizioni per rafforzare l'efficacia dei controlli nelle aree aperte ad uso pubblico (porti, aeroporti, università, ospedali, cimiteri, mercati); -sulla promozione della diffusione di sistemi telematici per la rilevazione dell'inosservanza delle norme di circolazione, anche attraverso il collegamento automatico con l'archivio nazionale dei veicoli; -sulla revisione dell'apparato sanzionatorio, anche modificando l'entità delle sanzioni con particolare riferimento:
  • semplificazione e graduazione delle sanzioni in funzione della gravità, della reiterazione e dell'effettiva pericolosità del comportamento (anche con meccanismi premiali per i comportamenti virtuosi e misure riduttive delle sanzioni per i pagamenti in tempi brevi);
  • nei casi di omicidio colposo con violazione delle norme sulla circolazione stradale, definizione (anche in coerenza con eventuali modifiche del codice penale che introducano il reato di "omicidio stradale") del grado di colpevolezza e delle tipologie di violazioni per le quali prevedere la revoca perpetua della patente e l'inibizione perpetua alla guida sul territorio nazionale; revoca e inibizione perpetue dovranno essere comunque disposte in caso di omicidio colposo commesso da soggetto alla guida con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l ovvero sotto l'effetto di sostanze psicotrope o stupefacenti (di cui all'articolo 589, terzo comma, codice penale) ovvero in caso di omicidio colposo che provochi la morte di più persone ovvero la morte di una persona e la lesione di due o più persone;
  • inasprimento delle sanzioni per comportamenti direttamente o indirettamente lesivi dell'incolumità e della sicurezza degli utenti della strada;
  • la qualificazione giuridica della decurtazione dei punti dalla patente di guida come sanzione amministrativa accessoria, prevedendo inoltre che la decurtazione costituisca atto amministrativo definitivo e limitando i casi in cui la decurtazione dei punti può essere sostituita dal pagamento di una sanzione;
  • misure per rafforzare l'efficacia delle sanzioni per violazioni dell'obbligo di RC auto;
  • la revisione sistema accertamento illeciti amministrativi, anche con riferimento ai nuovi strumenti di controllo a distanza;
  • la previsione, per le sanzioni accertate da funzionari, ufficiali e agenti dello Stato, della destinazione dei relativi proventi, in misura non inferiore al 15 per cento a un fondo istituito presso il Ministero dell'Interno per l'intensificazione dei controlli su strada e, in misura non inferiore al 20 per cento, a un fondo istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per finanziare il piano nazionale sicurezza stradale;
-sulla revisione del sistema dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali con la semplificazione delle procedure per il ricorso al Prefetto. Certo il testo è all’inizio del percorso e deve ancora superare lo scoglio del Senato con il potenziale ritorno alla Camera e potrebbe subire, nel corso dell’iter, modifiche anche sostanziali . E’ difficile anche fare previsioni sulla presumibile data di entrata in vigore dei decreti di attuazione che devono essere adottati dal Governo entro 12 mesi dalla conclusione dell’ter parlamentare. Ci piace, comunque, pensare che potremmo disporre delle nuove norme all’inizio del 2016, convinti che, su molti dei punti affrontati, il dibattito è maturo ed esistono posizioni condivise come, ad esempio, per l’inasprimento delle sanzioni a carico di chi provoca, con la guida, la morte o procura lesioni a una o più persone avendo un tasso alcolico superiore a 1,5 g/l o è sotto l’effetto di stupefacenti .  

Violazione del codice della strada. I proventi delle sanzioni pecuniarie un tesoretto ripartito con difficoltà fra numerosi eredi.

Ritorniamo sul problema della destinazione dei proventi delle sanzioni pecuniarie in vista del 31 maggio, data prevista dalla legge entro cui gli enti locali dovrebbero inviare al Ministero la relazione sui proventi per violazione del codice della strada comprese quelli derivanti dalla violazione dell’eccesso di velocità.

Un tema ampiamente dibattuto (il 28/05 si è svolto un seminario a Roma, organizzato da Federmobilità e Aci) oggetto di frequenti interventi interpretativi da parte dell’Anci e non solo che, con riferimento in particolare all’eccesso di velocità, continua a essere riproposto per la nota mancata emanazione del decreto interministeriale che dovrebbe definire le modalità a completamento delle previsioni della legge 120/2010.

Posto che si tratta di proventi di natura eccezionale e straordinaria che non possono essere utilizzati a copertura di spese correnti di natura stabile e ricorrente, l’attuale assetto regolatorio si presenta piuttosto farraginoso sia per la destinazione dei proventi per eccesso di velocità che per tutte le altre violazioni tanto da spingere la Corte dei Conti a intervenire in materia con linee guida specifiche.

Vincoli eccessivi e poco chiari che favoriscono interpretazioni estensive delle norme non sempre coerenti con le finalità della legge stessa, norme che generano confusione per la loro articolazione vedi ad esempio l’art. 208 comma 2 cds nel quale la somma delle percentuali della destinazione dei proventi di spettanza dello Stato non è uguale a cento, Certo la differenza è stata ampiamente motivata ma rimane un testo ambiguo. (L’80 per cento del totale annuo è utilizzato per studi, ricerche e propaganda ai fini della sicurezza stradale, per finalità di educazione stradale e l'assistenza e previdenza del personale della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza, della Polizia penitenziaria e del Corpo forestale dello Stato e per iniziative e attività di promozione della sicurezza della circolazione; il 20 % dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per studi, ricerche e propaganda sulla sicurezza del veicolo; il 7,5 dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca al fine di favorire l'impegno della scuola pubblica e privata nell'insegnamento dell'educazione stradale e per l'organizzazione dei corsi per conseguire il certificato di idoneità alla conduzione dei ciclomotori), ecc…

In fondo si tratta di un tesoretto importante, parliamo di circa 4 miliardi di euro, che alla fine dei giochi, in una situazione di pesanti tagli alla spesa pubblica, possono essere investiti nella sicurezza stradale con strumenti diversi, manutenzione delle strade, educazione degli utenti, ecc….

Ci meraviglia quindi il ritardo dell’emanazione del decreto interministeriale.

L’attesa alimenta un clima di confusione e giustifica interventi interpretativi (Sul punto , ad esempio Anci e lega autonomie dell’Emilia Romagna hanno di recente diffuso una nota congiunta nella quale si suggerisce ai comuni , nelle more del decreto, di gestire separatamente le informazioni sui proventi da sanzioni per eccesso di velocità rispetto alle altre e la massima attenzione circa l’obbligo di destinazione dei proventi secondo quanto previsto dalla legge) e rinvii di adempimenti che invece potrebbero assicurare maggiore trasparenza alle scelte sulla destinazione dei proventi degli enti locali e una migliore informazione ai cittadini.

as

Dicembre, come sappiamo, è il mese dei buoni propositi e delle promesse.

In genere, alla fine dell’anno, dopo stressanti tentativi di accordi istituzionali e non, qualcosa si porta a casa.

Al momento i tavoli aperti sono più di uno, cabina di regia per il tpl, tavolo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, tavolo sui costi standard.

Intanto lo sciopero del 16 dicembre ha prodotto un primo risultato. Domani il governo, secondo le dichiarazioni del sottosegretario De Angelis, riportate dall’Asca, presenterà ai sindacati il quadro ”complessivo del lavoro in corso''.

Il sottosegretario, nella stessa comunicazione, ha anche sintetizzato le iniziative assunte per portare fuori dall’emergenza il tpl facendo riferimento in particolare ai finanziamenti previsti nella legge di stabilità e alla definizione di “linee di riforma per una politica industriale centrata sul recupero dell'efficienza e dell'evasione tariffaria per circa 500 milioni l'anno, aggregazioni aziendali e gare ad evidenza pubblica da non confondere con le privatizzazioni, ma con la fine dell'anomalia italiana senza regole che vede nello stesso ente locale sia il controllore che il controllato. Le gare avranno come base i costi standard che stanno per essere definiti per la prima volta”.

Quindi, se i termini hanno ancora un significato, sotto l’albero di Natale, dovremmo trovare, per il 2014, oltre i già noti 300 milioni di euro per il rinnovo del materiale rotabile (è stata accolta la richiesta delle regioni per uno stanziamento in forma aggregata ferro-gomma rispetto alla prima versione della legge di stabilità che invece ne aveva destinati 100 alla gomma e 200 al ferro) anche un provvedimento normativo che dovrebbe mettere la parola fine su alcuni problemi applicativi delle regole in vigore per il settore.

Dalle indiscrezioni che circolano in questi giorni, dovrebbe essere emanato a breve un decreto legge che interviene sull’art. 16-bis, legge n. 135/12(Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato), per sanare l’attuale inadeguatezza dell’accisa sulla benzina a finanziare un servizio come il TPL, per dare certezza delle risorse disponibili e per individuare un criterio del rapporto ricavi/costi più adeguato alla situazione reale .

Dovrebbe essere anche prevista l’esclusione delle risorse destinate al TPL dai vincoli derivanti dal patto di stabilità interno, l’istituzione di un Fondo nazionale per la manutenzione straordinaria delle ferrovie regionali e la detraibilità delle spese per abbonamenti di trasporto pubblico locale.

Inoltre, per assicurare l’effettiva liberalizzazione del settore, dovrebbe anche essere risolto, per le gare del tpl su ferro, il problema della disponibilità del materiale rotabile e delle relative pertinenze (depositi e officine).

Vogliamo chiudere queste brevi considerazioni con una nota di ottimismo e vogliamo pensare che, finalmente, Babbo Natale porterà al TPL, tutte quelle certezze che da anni si chiedono in tema di risorse e regole.

a.s.

Questa volta sembra che ci siamo. Il tpl, dopo il fondo nazionale per la gestione dei servizi, avrà anche un piano quinquennale per il rinnovo del parco veicolare.

La buona notizia e’ stata data dallo stesso Ministro Lupi durante un convegno sulla sicurezza stradale della Fondazione Ania. Finalmente qualcuno si e’ accorto che in Italia sono 95 mila veicoli che si occupano di trasporto pubblico e che l'eta' media ( 12 anni) e ben superiore a quella europea (7 anni)

Nel blog del 16 giugno scorso avevamo sottolineato la richiesta delle Regioni al Governo riguardante il ripristino del già disposto finanziamento di 635,5 milioni di euro per il triennio 2011–2013, eliminato dalla legge n. 122/2010 con i tagli lineari imposti al Ministero.

Ci sembra quindi importante l’annuncio del Ministro che secondo le dichiarazioni raccolte dall’agenzia ASCA ha proposto di agire ''dal punto di vista della legislazione, rinnovando la legge del 2003 che definiva lo svecchiamento del parco macchine mettendo risorse con un piano quinquennale 2014-2019 da 500 milioni all'anno per il trasporto pubblico e incentivi al settore privato'' Il Ministro sempre secondo l’Agenzia ha anche affermato che occorre ''un mix normativo con investimenti nel pubblico per 500 milioni all'anno, mentre per i privati dobbiamo valutare in accordo con il Mise se ritornare alla forma tradizionale dei vecchi incentivi, oppure ragionare in termini di incentivazione fiscale o di un fondo ''

Sarà l’ennesimo annuncio senza seguito? Noi siamo ottimisti e attendiamo la prossima mossa del Governo