“L’aspetto che mi interessa toccare oggi, in questo convegno, riguarda gli affidamenti, la concorrenza e i soggetti della concorrenza. Chi opera nel settore sa bene quanto sia difficile promuovere gare ad evidenza pubblica e quanto sia complesso farle bene scansando ricorsi ed intoppi vari. Lungaggini e pastoie.

Cosa possiamo fare noi, soggetti in campo di questo settore, sul tema del miglioramento della qualità, quantità ed efficienza dei servizi di Tpl, consapevoli che diverse aziende, anche pubbliche, che operano nel nostro mercato, sono aziende in grado di affrontare la concorrenza? Cosa faremo di fronte alla scadenza del 2019? Possiamo continuare a pensare che va bene così? Che va bene così per il Paese ? per i cittadini ? A me non pare che in tutte le realtà italiane i cittadini possano ritenersi soddisfatti della situazione”.

Inizia così l’intervento di Giuseppe Ruzziconi, presidente di federMobilità, nel corso del 14° Convegno nazionale di Asstra

Sappiamo che esiste un nucleo di regole nazionali coerenti con il sistema regolatorio europeo, in particolare il Regolamento Europeo 1370/2007, che è un quadro che ha bisogno, nel nostro Paese, di essere adeguato alle indicazioni previste dalle delibere ART, dall’Agcm e dove meditare perché in ogni gara ad evidenza pubblica nel settore Tpl si verificano ricorsi e quindi notevoli difficoltà a chiudere gli affidamenti.

Non è questo un problema? 

Domandiamoci, poi, perché su alcune decine di migliaia di affidamenti attivi in Italia solo alcune centinaia sono passati attraverso una gara pubblica. Basterebbe solo questo a spiegare, come si evince dall’ultimo censimento del MEF, il fallimento dei tentativi portati avanti finora per liberalizzare il mercato dei servizi locali.

Ma il giudizio, ribadiamo, non deve essere tanto collegato al numero di gare ma al livello di efficienza e qualità dei servizi erogati”.

Il legislatore europeo e quello italiano – ha proseguito Ruzziconi – ritengono che la concorrenza possa produrre quei risultati che tutti auspichiamo, che i cittadini auspicano. La concorrenza è obbligatoriamente un tema da affrontare con molta determinazione ma evitiamo tuttavia che sia vista come la panacea di tutti i mali o che sia considerata l’argomento che affossa e distrugge tutte le aziende pubbliche di trasporto. 

Parlo delle pubbliche perché la contraddizione interna a queste aziende è evidente da anni, poiché internamente c’è un grande conflitto tra regolato e regolatore”.

Pensiamo, allora, che sia il tempo di scegliere e di riconoscere soggetti terzi responsabili dell’organizzazione della mobilità e del trasporto e delle gare? 

Soggetti pur sempre pubblici, ma che tentano di superare l’ambiguità in cui si trovano gli Enti Locali, responsabili della regolazione e contemporaneamente soci dell’impresa di gestione e referenti dei cittadini. E’ un percorso che può consentire, in trasparenza, di valorizzare le efficienti aziende pubbliche, quelle private o miste. Seppure parzialmente la costituzione di soggetti come le Agenzie sta segnando una strada originale all’interno di un processo che prevede un rispetto crescente dei principi di concorrenzialità nell’affidamento dei servizi di trasporto pubblico e nella gestione dei contratti di servizio”.

Noi, di federMobilità abbiamo salutato con grande interesse la marcia di avvicinamento del settore TPL alla concorrenza distinguendo nettamente con l’esercizio separato: le funzioni di regolazione, di indirizzo, di organizzazione e di controllo da quelle di gestione dei servizi pubblici locali .

Qui c’è una riflessione che abbiamo provato a sviluppare – ha proseguito il presidente di federMobilità – per dare una risposta al perché in così tanti anni il nostro Paese non ha ancora realizzato una scelta chiara verso la direzione della efficienza e del miglioramento dei servizi di Tpl resi ai cittadini, anche utilizzando le indicazioni del legislatore in termini di mercato e concorrenza. La risposta che abbiamo dato a quella domanda è semplice, e cioè: per rendere effettivamente esigibili modalità efficaci di affidamenti dei servizi di Tpl, non è più rinviabile la costituzione di un regolatore locale omogeneo e terzo, rispetto ad aziende ed EELL, su tutto il territorio nazionale, (oppure, se volete, lo possiamo chiamare soggetto organizzatore)”.

Il soggetto organizzatore locale di bacino ottimale è, secondo noi, l’anello mancante in grado di permettere la corretta riuscita della riforma del TPL e cioè di contribuire a migliorare l’ efficienza, la quantità e la qualità dei servizi resi ai cittadini ,nel rispetto dei diritti dei lavoratori del settore; vanno, ad esso, fornite competenze e risorse tecniche ed economiche, nel campo della pianificazione, della messa a gara dei servizi, della stipula di un adeguato Contratto di Servizio e, conseguentemente, nell’azione di controllo sia per una corretta esecuzione del servizio che del rispetto delle regole contrattuali.

Le esperienze maturate da numerosi soci di federMobilità ci inducono a porre in risalto come a valle della programmazione (posta in capo a pochi Enti primi fra i quali le Regioni) la maggior parte delle altre funzioni potrebbero essere definite come funzioni organizzative da porre in atto, nel più scrupoloso rispetto della programmazione con le diverse problematiche del sistema del TPL e della mobilità sostenibile.
Se dunque per lo svolgimento di tali funzioni e attività possono essere in via di principio individuati e responsabilizzati soggetti diversi è nostra opinione che lo svolgimento di tali funzioni, in maniera organica e con livelli adeguati di risorse, di competenza e professionalità, ne consigli l’affidamento, da parte degli Enti competenti a Enti di governo / Soggetti organizzatori, da individuare fra soggetti già esistenti o da istituire appositamente come indica il TU

Poi è naturale che questi soggetti vadano informati e formati, Noi non solo vogliamo sapere quanti sono ma anche cosa fanno e come lo fanno e se sono adeguati nelle caratteristiche tecniche e professionali. Per dimostrarlo dobbiamo capire, noi e voi, anche quali sono le funzioni trasferite agli enti, quale e quanto personale, con quali competenze e con quali risorse tecniche ed economiche”.

Inoltre non può sfuggirci il fatto che se il soggetto regolatore non viene messo nella condizione, in quanto a conoscenza dei flussi informativi, pari del regolato le gare ad evidenza pubblica rischiano di essere debolmente strutturate e bersaglio probabile di ricorsi. Ma questo vale a maggior ragione anche per la validità degli affidamenti diretti. Il superamento dell’asimmetria informativa è quindi un punto cardine.

Dall’altro auspichiamo che la preziosa opera che ART sta progressivamente mettendo in campo, comprese le misure per definire gli ambiti di servizio pubblico e le modalità più efficienti di loro finanziamento, e le indicazioni di Agcm, spingano verso le buone pratiche esistenti, per favorire che ciò avvenga noi siamo a disposizione per dare il nostro contributo.

Riteniamo che vi sia un importante lavoro congiunto da portare avanti. Interloquiremo, anche attraverso proposte utili ad affrontare il tema degli affidamenti, con tutte le autorità istituzionali, associative ed indipendenti che vorranno ascoltarci”, ha concluso Ruzziconi.