63,4 milioni di euro di contributi per la mobilità sostenibile attraverso l’acquisto di veicoli ad alimentazione alternativa, eppure …

La notizia dei contributi per l’acquisto di veicoli ad alimentazione alternativa per il 2014 non è stata accolta da tutti con l’entusiasmo che si poteva immaginare. Federauto, l'associazione che rappresenta i concessionari di tutti i marchi commercializzati in Italia di auto, veicoli commerciali, industriali e autobus ha addirittura definito l’iniziativa il “porcellum dell'auto”.

Vediamo di capirne le motivazioni (si tratta pur sempre di soldi pubblici destinati a un settore in crisi per promuovere la mobilità sostenibile).

Secondo Federauto sono “stati buttati soldi pubblici senza allargare il mercato ”dell’auto e le condizioni di accesso per le partite Iva sono molto complesse, tanto che “lo scorso anno i fondi a disposizione dei privati sono terminati in mezza giornata mentre quelli per le aziende sono rimasti in larga parte inutilizzati”. L’associazione chiede “ un piano organico a tutto tondo”.

Secondo Il Ministero dello sviluppo economico invece si tratta del decreto di riparto per l’anno 2014 del fondo di 120 milioni di euro per il triennio 2013/2015 istituito con l. 134/2012 che si pone esclusivamente finalità di carattere ambientale e sperimentale e non è un provvedimento di sostegno al mercato dei veicoli.

Insomma siamo di fronte a due posizioni divergenti che si pongono obiettivi evidentemente diversi.

Quest’anno, comunque, la metà delle risorse disponibili è destinata, sulla base del monitoraggio della misura del 2013 ai veicoli aziendali e a quelli ad uso pubblico (taxi, car-sharing, noleggio, servizi di linea ecc.), ed è subordinata alla rottamazione di un veicolo vecchio di almeno dieci anni ad eccezione dei veicoli elettrici e ibridi per i quali non è obbligatoria la rottamazione.

Per quanto ci riguarda, in questa sede, ci interessa sottolineare l’importanza della misura ai fini della diffusione dell’uso di veicoli a bassa emissione.

Certo, si tratta di un totale di soli 63,4 milioni (31,3 milioni di euro del 2014 cui si aggiungono le risorse non utilizzate nel 2013). Sicuramente sarebbe auspicabile un maggior coordinamento delle misure con le stesse finalità per ottimizzare risorse e risultati, ma è pur sempre un contributo utile per modificare l’atteggiamento dei cittadini verso i veicoli ad alimentazione alternativa.

a.s.