In questi giorni l’Enel ha installato a Bari la prima colonnina delle 52 previste che consentirà, tramite card, la ricarica di veicoli elettrici in tutta la rete cittadina. Il progetto è stato realizzato grazie ai fondi messi a disposizione dall’Unione europea per l’iniziativa “Smart Cities”, sviluppata nell’ambito del SET-Plan. Un esempio questo di come, in una condizione di forti tagli alla spesa pubblica, è possibile investire in una mobilità a ridotto impatto ambientale, sviluppando progetti per la produzione e l’uso di energia a basse emissioni di CO2. Bari, prima nel sud, è una delle città che, per vincere la “corsa” della mobilità sostenibile, ha utilizzato una parte dei 12 miliardi di Euro messi a disposizione dalla UE. Una corsa alla quale partecipano molti grandi centri, vedi Milano, Roma, Genova, Catania, Parma, Venezia, Bolzano, Bologna ecc.., e che da anni con fondazioni e gruppi di ricerca lavorano sugli obiettivi delle smart cities, utilizzando tecnologie di avanguardia. La corsa sarà vinta solo da quelle realtà che riusciranno a esprimere una capacità organizzativa adeguata a cogliere le opportunità tecnologiche e di investimenti che il difficile contesto economico offre. Con riferimento al piano europeo SET-Plan il traguardo finale è il 2050 con la previsione della riduzione delle emissioni di gas serra fino al 90%. Tappa intermedia il 2020 con la riduzione del 40% di CO2. Gli obiettivi e le prospettive di cambiamento metodologico e tecnologico tracciato dalle iniziative sopra ricordate, ci consegneranno, a metà secolo, città più tecnologiche ma anche più sicure e godibili. Le politiche individuate con i bandi “Smart Cities” attivano, infatti, investimenti tesi a migliorare, nel loro complesso, la qualità della vita degli abitanti delle aree urbane, con interventi rivolti, oltre che ai trasporti, anche ai settori delle smart economy, smart people, smart governance, smart environment e smart living. a.s.