2012-09-25_103624

Parlare di esigenze di mobilità al femminile e di un loro riconoscimento può  sembrare,  in un momento di crisi finanziaria e  di tagli alla spesa di tutti i settori della vita pubblica dalla sanità alla scuola, una rivendicazione  assurda.

In realtà le” esigenze” di genere non sono altro che  elementi qualificanti dei servizi di trasporto di interesse generale e a molti di questi e’ possibile dare una risposta a costo zero

Nel convegno di Federmobilità sono state presentate le proposte, elaborate dall’Associazione in collaborazione con di TRT che gli enti locali dovrebbero porre fra le priorità da perseguire.

Sono dieci  le esigenze di genere individuate

  1. Sicurezza nell’uso del trasporto pubblico: fermate illuminate in comunicazione con i servizi di sorveglianza, sistemi di chiamata del personale a bordo dei veicoli (treni/bus/metro/ecc.), posti riservati alle donne vicino al conducente
  2. Allestimento interno dei veicoli del trasporto collettivo che faciliti l’accesso con passeggini, bambini piccoli, bagagli (carrelli-spesa).
  3. Scompartimenti ferroviari riservati alle donne sui treni notturni
  4. “Parcheggi rosa” illuminati e vicini all’uscita e alle casse
  5. “Taxi rosa” (tariffe agevolate per le donne) nelle ore serali/notturne (dopo le 22)
  6. Tariffe agevolate: car-sharing (donne sole), carnet donna (biglietto giornaliero multi corsa per le donne); RC auto (tariffe agevolate per le donne sole)
  7. Acquisire ed elaborare le informazioni quantitative e qualitative sulla domanda di mobilità e sulle sue caratteristiche stratificate per genere
  8. Valutazione di genere degli strumenti di pianificazione dei trasporti urbani.
  9. Promuovere la ricerca e la conoscenza al fine di valutare gli impatti delle tecnologie (vedi telelavoro) nel mercato del lavoro femminile.
  10. Affermare la presenza delle donne nella governance delle aziende di trasporto e nelle strutture della pubblica amministrazione

Siamo consapevoli della confusa situazione normativa e dell’incertezza finanziaria del settore, peraltro non risolta con i finanziamenti previsti di recente nel disegno di legge di Stabilità,  ma vogliamo sperare che prima o poi le regioni diano corso all’individuazione dei nuovi bacini di traffico  e che i contratti di servizio in essere con le aziende di trasporto gomma/ferro siano rinnovati con parametri di qualità dei servizi compresi quelli di genere piu’ rispondenti alle esigenze dei cittadini