Si è tenuto a Roma, il 9 giugno 2017, il convegno di Federmobilità “Il D.L. 50/2017: gli Enti di governo del TPL e il nuovo Fondo Trasporti”.

Articolo da Ferpress

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Il trasporto pubblico locale è una vera priorità nazionale per il governo. Ne ho parlato oggi al convegno organizzato da Federmobilità a Brescia sul futuro del trasporto. Dal 2014 abbiamo detto che questo tema non era piu' rimandabile: fino ad ora abbiamo ragionato in termini di costi e di risorse disponibili e si è avuto poco coraggio nel fare investimenti e nel guardare a lungo termine. Eppure, il tpl è un pezzo dell'economia e dell'efficienza di una città, è un pezzo della qualità di vita delle città e dei cittadini, ed è un pezzo importante per la sostenibilità. Ad esempio sul tema della congestione urbana, il trasporto pubblico locale va affrontato non solo come costi diretti ma come benefici alla salute pubblica. Dobbiamo fare un'inversione culturale mettendo al centro della riforma il diritto del cittadino alla mobilità sostenibile, ed è quello che, appunto stiamo provando a fare con azioni continue. Stiamo lavorando su quattro fronti: migliorare, recuperando i principi della riforma del Tpl, l’efficienza e i servizi mettendo al centro il cittadino; dare certezza per il finanziamento statale alle regioni; definire i costi standard dei servizi, superando il concetto di spesa storica, e quindi finanziando veramente i servizi resi o necessari; rinnovare il parco mezzi, che è tra i più obsoleti d’Europa, con un’età media di 12 anni. Per il rinnovo dei mezzi il ricambio sta procedendo. E’ già stato speso oltre 500 milioni per il ricambio dei bus, e con le Stabilità 2016-17 abbiamo previsto un piano a lungo termine che consentirà di cambiare 5.000 bus nel 2017 e 2.500 ogni anno per i 15 anni successivi. Non smettiamo di lavorare alla promozione dell’utilizzo del mezzo pubblico, cercando di individuare come sostenere ad esempio la spesa per l’abbonamento con la detraibilità. Molte di queste misure come l'incentivo alle gare e la lotta all'evasione troveranno spazio nel decreto che stiamo per presentare. Il tpl deve cambiare faccia: salire su un bus o su un treno puntuale, pulito, moderno, senza barriere, deve essere un diritto garantito nel percorso casa-lavoro casa-scuola, in modo diffuso in Italia.  Graziano Delrio

 

(da FERPRESS) – Roma, 18 NOV – Sembra ormai certo che la prossima settimana approderà al Consiglio dei Ministri il Decreto attuativo della riforma del trasporto pubblico locale. Lo ha lasciato intendere chiaramente Paolo Gandolfi, deputato PD della Commissione Trasporti – che, da tre anni, segue l’avvicendarsi delle norme sul TPL – nel corso del suo intervento al convegno organizzato da Federmobilità oggi a Roma sul tema “Ruolo dei soggetti organizzatori d’ambito nel trasporto pubblico locale. Un nuovo punto di vista dalla parte dei cittadini e della qualità del servizio”.

E il momento è veramente opportuno perché la Camera sta anche discutendo la Legge di Stabilità, che destina nuove e importanti risorse al settore.

“Dopo questa riforma che ci sia lasciato il tempo necessario per applicarla – dice Giuseppe Vinella, presidente di Anav – e basta con regole nuove e soprattutto basta con il regime delle proroghe”.

“I continui cambiamenti di rotta – come sottolinea in apertura il presidente di Federmobilità Giuseppe Ruzziconi – sono  molto negativi e certo non hanno favorito la nascita di un ambiente competitivo in grado di prepararsi al futuro regime delle gare che le aziende, e le amministrazioni locali saranno in grado di gestire solo se ci saranno tre condizioni: regole certe e chiare, certezza delle risorse per poter fare piani pluriennali e disponibilità infrastrutturale”.

“Risorse finalmente ci sono – dice il professor Catalano, che da mesi collabora con il Ministero dei trasporti – perché se sommiamo quanto previsto nella Legge di Stabilità dello scorso anno e di quanto sii sta discutendo in questi giorni, ci sono ben 3,3 miliardi di euro per l’acquisto del materiale rotabile (1,8 miliardi per la gomma e 1,5 per il ferro e tutto ciò, consentirà di essere comperato (con i costi standard) ed entrare a far parte dei Contratti di servizio. Si tratta di una iniezione di risorse come non c’è mai stata in Italia”.

“E solo così – ricorda Alessia Nicotera, vice direttore di Asstra – saremo in grado di rispondere alla sempre maggiore richiesta di mobilità, che negli ultimi anni è stata compressa da una troppo consistente riduzione delle risorse a disposizione del settore”.

Ma ci sono altre risorse, e forse ancor più potenti, per incentivare il trasferimento modale. Lo ricordano sia Gandolfi (che ha proposto un emendamento in Legge di Stabilità) che Catalano: da una parte la reintroduzione della defiscalizzazione dell’abbonamento del TPL e dall’altra la proposta di creare (sulla fattispece dei Buoni Pasto)  il Buono Trasporto, che sarebbe totalmente esente da tasse, ma che agevolerebbe in modo particolare i lavoratori dipendenti.

“Questa norma costerebbe a regime 54 milioni di euro – dice il professor Catalano – ma sarebbe una vera ed importante svolta. Resta il fatto che poi tutti assieme dobbiamo fare in modo che sia un’operazione che riesce veramente a spostare i cittadini dall’auto al mezzo pubblico”.

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